OpenAI intanto deve affrontare il caos generato dalla “Ghibli-Mania” che mette in discussione il concetto stesso di copyright
📌 TAKE AWAYS
- ChatGPT ha raggiunto 500 milioni di utenti attivi settimanali a marzo 2025, con oltre 20 milioni di abbonati paganti. Tuttavia, l’enorme successo ha messo a dura prova i server, soprattutto a causa della viralità della “Ghibli-Mania”
- Nonostante la presenza di rivali come Gemini di Google, Claude di Anthropic, DeepSeek e Grok di Elon Musk, ChatGPT mantiene un ampio vantaggio. L’app mobile di ChatGPT conta ancora dieci volte gli utenti attivi settimanali rispetto alla somma di Gemini e Claude.
- OpenAI è coinvolta in polemiche e cause legali riguardanti presunte violazioni di copyright per l’addestramento di GPT-4o. Accuse gravi sono state mosse per l’uso di libri protetti senza autorizzazione, mentre la “Ghibli-Mania” ha sollevato questioni etiche e legali sulla riproduzione di stili artistici iconici.
A marzo 2025, ChatGPT ha raggiunto 500 milioni di utenti attivi settimanali e oltre 20 milioni di abbonati paganti, ma i server sono andati in tilt a causa della viralità della "Ghibli-Mania".
Nonostante la concorrenza crescente di chatbot come Gemini, Claude e Grok, ChatGPT mantiene un netto vantaggio.
Tuttavia, OpenAI affronta serie accuse di violazione del copyright per l'uso improprio di contenuti protetti durante l'addestramento dei suoi modelli.
Il mondo tech è in fermento (e fin qui, “ordinaria amministrazione”, penserai).
Ma c’è un nome che continua a risuonare più forte degli altri: ChatGPT.
Sì, proprio lui, il chatbot di OpenAI che ormai utilizza anche il più luddista dei tuoi amici, quello fedelissimo ai Nokia 3210, che fino a ieri pontificava sui danni degli smartphone.
E i numeri, beh, i numeri di marzo 2025 sono da capogiro. Parliamo di oltre 500 milioni di utenti attivi settimanali. Mezzo miliardo di persone che, secondo Semrush, ogni settimana, interagiscono con questa intelligenza artificiale.
Non è finita: gli abbonati paganti hanno sfondato il tetto dei 20 milioni.
Ricordi quando a fine 2024 erano “solo” 300 milioni di utenti totali e 15,5 milioni di abbonati?
Sembra passata un’eternità .
Come se non bastasse OpenAI ha raggiunto un accordo con gli investitori per un massiccio round di finanziamento da 40 miliardi di dollari, guidato dalla società di investimenti giapponese SoftBank. Questa operazione, la più grande mai realizzata per un’azienda tecnologica privata, ha contribuito a far aumentare la valutazione della startup californiana che ora vale ben 300 miliardi di dollari.
Mica male per una società che fino a settembre 2024 era ancora totalmente no-profit.
Ora, tu potresti pensare:
“Beh, con numeri del genere, OpenAI e il suo CEO, Sam Altman, staranno dormendo sonni tranquilli su materassi imbottiti di banconote”.
E invece no.
O meglio, forse le banconote ci sono, ma i sonni tranquilli un po’ meno.
Perché mentre ChatGPT continua a macinare record su record, la concorrenza non sta certo a guardare e, soprattutto, iniziano a emergere problemi piuttosto spinosi che possono riguardarti molto da vicino.
Il trono di ChatGPT è insidiato (ma non corre rischi per ora)
Certo, ChatGPT, quinto sito più visitato al mondo per Similarweb, è il re incontrastato degli LLM, ma il suo regno non è più così al sicuro.
Altri chatbot stanno affilando le armi e guadagnando terreno. Prendiamo i dati di Similarweb, che tiene d’occhio il traffico web: a marzo 2025, Gemini di Google (l’avversario più credibile) ha raggiunto quasi 11 milioni di visite giornaliere medie, con un aumento del 7,4% rispetto al mese prima. Microsoft Copilot, che usa la tecnologia di OpenAI, è salito a 2,4 milioni (+2,1%).
E poi ci sono gli altri. Claude di Anthropic viaggia sui 3,3 milioni di visite giornaliere. Persino DeepSeek, la IA cinese, e Grok, la creatura di Elon Musk, si attestano entrambi sui 16,5 milioni di visite giornaliere a marzo.
Attenzione però: David Carr di Similarweb fa notare che DeepSeek è in calo (-25% da febbraio), mentre Grok ha avuto un’impennata quasi dell’800%. Una crescita esplosiva, certo, ma sono ancora briciole rispetto ai numeri di ChatGPT.
Anche sul fronte delle app mobile, la musica non cambia. Secondo Sensor Tower, un’altra società di analisi, certo, ci sono stati picchi interessanti per i concorrenti: l’app di Claude ha visto un +21% di utenti attivi settimanali quando è uscito il modello Claude 3.7 Sonnet.
Gemini ha fatto un balzo del 42% dopo il lancio di Gemini 2.5. Nuovi modelli, nuove funzionalità (come la “canvas” di Gemini per il codice), maggiore interesse generale… tutto contribuisce ai numeri.
Ma Abraham Yousef di Sensor Tower mette bene le cose in prospettiva:
a marzo 2025, come riporta TechCrunch, l’app mobile di ChatGPT aveva ancora 10 volte gli utenti attivi settimanali di Gemini e Claude messi insieme. Dieci volte.
Capita l’antifona?
È come paragonare un gigante a… beh, a tanti nanetti da giardino agguerriti, ma pur sempre nanetti.
Quindi, sì, la competizione c’è, è vivace, ma è una lotta per il secondo posto (per ora).
Eppure, nonostante questi record, la società di Altman ha le sue gatte da pelare.
Copyright? Scusa, mai sentito!
Qui iniziano i dolori. OpenAI è al centro di una tempesta legale e mediatica per come ha “nutrito” le sue creature artificiali.
Ricordi come funzionano questi modelli, vero?
Imparano analizzando quantità immense di dati: testi, immagini, codice…
Più dati di qualità mangiano, più diventano bravi a rispondere alle nostre domande, a scrivere testi, a creare immagini.
Il problema è: da dove arrivano tutti questi dati?
Molti sospettano, e alcuni accusano apertamente, che OpenAI abbia usato materiale protetto da copyright senza chiedere il permesso né pagare un centesimo. E le prove iniziano a farsi preoccupanti.
Prendiamo l’ultimo studio dell’AI Disclosures Project, un’organizzazione co-fondata nientemeno che da Tim O’Reilly, il guru dell’editoria tecnica (sì, quello di O’Reilly Media, molto noto negli USA), e dall’economista Ilan Strauss.
La loro ricerca, pubblicata ad aprile 2025, usa un metodo chiamato DE-COP per “interrogare” i modelli IA e capire se riconoscono testi specifici. In pratica, cercano di capire se il modello ha “letto” quel libro durante l’addestramento.
Ebbene, i risultati suggeriscono che il modello di OpenAI, GPT-4o, mostri una “forte riconoscimento” dei contenuti dei libri di O’Reilly Media, libri che sono a pagamento e per i quali OpenAI non ha alcuna licenza.
Al contrario, il vecchio modello GPT-3.5 Turbo sembra riconoscere meglio solo gli estratti pubblici, quelli accessibili gratuitamente.
La conclusione dei ricercatori (O’Reilly stesso, Strauss e Sruly Rosenblat) è pesante: è molto probabile che OpenAI abbia addestrato GPT-4o usando libri protetti da copyright, senza permesso.
Certo, gli autori sono cauti, ammettono che il metodo non è infallibile, che i dati potrebbero essere finiti lì tramite copia-incolla degli utenti… ma l’indizio è forte.
E si aggiunge a una lunga lista di cause legali già in corso (come quella del New York Times).
Ti chiedi come ha risposto OpenAI alle accuse?
Silenzio stampa.
Beh, se qualcuno si sente defraudato in qualche modo, c’è sempre questo modulo da compilare… Ma sembra un po’ pochino, non ti pare?
Intanto OpenAI e Google, ignorano il trambusto degli editori e vanno dritti per la loro strada.
Pensa che hanno sotterrato l’ascia di guerra per un momento e hanno chiesto entrambi di poter utilizzare contenuti protetti dal diritto d’autore per l’addestramento delle IA.
Abbastanza ironico, converrai con me.
La “Ghibli-Mania” che manda in tilt i server (e presto forse anche i tribunali)
E poi c’è stato il caso che ha fatto impazzire il web per qualche giorno: la “Ghibli mania”.
Con il rilascio del nuovo potentissimo generatore di immagini basato su GPT-4o, gli utenti hanno scoperto che potevano chiedere a ChatGPT di creare immagini nello stile inconfondibile dello Studio Ghibli, quello di Hayao Miyazaki (La Città Incantata, Totoro, per dire i primi due titoli che mi vengono in mente).
In un attimo i social sono stati invasi da versioni “ghiblificate” di qualsiasi cosa: foto personali, meme famosi (come la Disaster Girl), persino scene tratte dal film “Il grande Lebowski”. Un successo virale pazzesco.
Talmente pazzesco che l’enorme mole di richieste per creare queste immagini avrebbe contribuito a mandare in tilt i server di ChatGPT e Sora (lo strumento per creare video) il 31 marzo 2025.
Lo stesso Sam Altman ha ammesso su X (ex Twitter) che la popolarità dei nuovi strumenti stava causando problemi:
“Stiamo cercando di tenere tutto sotto controllo, ma aspettatevi ritardi nei nuovi rilasci, cose che si rompono e un servizio a volte lento mentre affrontiamo le sfide di capacità ”.
Sam Altman
Ha persino aggiunto che in una sola ora ChatGPT aveva guadagnato un milione di nuovi utenti!
Eh, sì a febbraio 2025 gli utenti settimanali erano 400 milioni, oggi 500, per cui il conto torna.
Per cercare di allentare la pressione sui server fumanti, OpenAI è corsa ai ripari: ha rinviato il lancio dello strumento di generazione di immagini per gli utenti gratuiti di ChatGPT e ha disabilitato temporaneamente la generazione di video per i nuovi utenti di Sora, la sua suite per la creazione di media tramite IA.
Ma la Ghibli mania ha sollevato un polverone sul copyright.
Si può replicare lo stile di un artista vivente (Miyazaki è ancora tra noi) o di uno studio così iconico?
OpenAI aveva dichiarato di avere un approccio “conservativo” e di bloccare le richieste per lo stile di artisti viventi. Eppure, inizialmente, la “ghiblification” funzionava alla grande.
Lo stesso Altman aveva cambiato la sua foto profilo su X con una versione Ghibli! Un po’ una provocazione, un po’ un “tastare il terreno” per vedere le reazioni?
Fatto sta che, tra le critiche crescenti e i potenziali rischi legali, OpenAI ha fatto marcia indietro.
Ha iniziato a bloccare le richieste per lo stile Ghibli, dicendo che violavano le policy sui contenuti. Troppo tardi per evitare le polemiche.
La questione legale è complessa, come puoi leggere qui, (lo stile è protetto? E se hanno usato immagini Ghibli per l’addestramento?).
Come ha detto l’illustratrice Karla Ortiz, sembra che ad aziende come OpenAI “non importi del lavoro e del sostentamento degli artisti”.
Ma, vedendo il successo dell’operazione, il pubblico ha dimostrato di apprezzare questa possibilità e non avere molto a cuore il copyright…
Dalla SEO alla GEO: preparati alla rivoluzione della ricerca generativa
A questo punto, tu, imprenditore con il tuo sito web, potresti chiederti:
“Ma perché mi stai raccontando tutte queste beghe di OpenAI? A me che interessa se usano libri piratati o se fanno arrabbiare Miyazaki?”
Interessa, eccome. Perché tutto questo fermento – la crescita esponenziale di ChatGPT, l’arrivo dei concorrenti, l’evoluzione stessa di come cerchiamo e otteniamo informazioni online – sta cambiando le regole del gioco della visibilità .
Fino a ieri (si fa per dire), il tuo faro era Google. Ottimizzare il sito per scalare le classifiche dei risultati di ricerca (la SERP), ottenere click, portare traffico.
La cara, vecchia SEO (Search Engine Optimization). Che, sia chiaro, è ancora fondamentale. Una solida strategia SEO ti mette al riparo dalle fluttuazioni, ti aiuta a costruire autorevolezza, ti porta clienti.
Ma oggi sta emergendo qualcosa di nuovo. Hai notato come sempre più spesso, invece di cliccare su un link, chiediamo direttamente a ChatGPT, a Gemini, o magari vediamo una risposta preconfezionata da un’IA direttamente nella pagina di Google (le famose AI Overviews, ora anche da noi)?
Questo significa che le persone trovano sempre più spesso le risposte direttamente nell’interfaccia dell’IA, senza bisogno di visitare il tuo sito. E qui entra in gioco un concetto nuovo: GEO (Generative Engine Optimization).
Cos’è la GEO? È l’arte (e la scienza) di ottimizzare i tuoi contenuti e la tua presenza online non solo per apparire nei link blu di Google, ma per essere citato e usato come fonte autorevole direttamente nelle risposte generate dalle IA come Deep Research di ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity e nelle AI Overviews di Google.
Pensa a un utente che chiede a ChatGPT “Qual è il miglior software per ottimizzare i processi HR?”.
Se nella risposta generata dall’IA viene menzionato il tuo software, magari con un link o una descrizione positiva basata sui contenuti del tuo sito, hai fatto centro. Hai raggiunto un potenziale cliente in un modo nuovo e sempre più rilevante.
Costruire un brand forte, autorevole, riconosciuto come fonte affidabile sia dagli utenti che dalle intelligenze artificiali: questa è la sfida. E per vincerla, hai bisogno di una guida esperta.
Hai bisogno di professionisti SEO che non solo conoscano a menadito le tecniche tradizionali, ma che abbiano già iniziato a studiare, sperimentare e capire come funziona questo nuovo mondo della ricerca generativa.
Attrezzati per il futuro. Con la strategia giusta, che integri SEO e GEO, puoi trasformare questa rivoluzione da minaccia a straordinaria opportunità per far crescere il tuo business. È il momento di agire, non di aspettare. Contatta qui la mia agenzia!
ChatGPT raggiunge 500 milioni di utenti settimanali a marzo 2025 ma le polemiche sul diritto d’autore non si placano: Domande & Risposte
Quanti utenti attivi settimanali ha raggiunto ChatGPT a marzo 2025?
ChatGPT ha raggiunto 500 milioni di utenti attivi settimanali a marzo 2025, con oltre 20 milioni di abbonati paganti.
Quali chatbot rivali cercano di competere con ChatGPT?
I principali rivali di ChatGPT includono Gemini di Google, Claude di Anthropic, DeepSeek e Grok di Elon Musk. Tuttavia, ChatGPT mantiene un netto vantaggio in termini di utenti attivi.
Perché OpenAI è coinvolta in polemiche legali?
OpenAI è coinvolta in polemiche legali per presunte violazioni di copyright legate all’addestramento del modello GPT-4o con contenuti protetti senza autorizzazione.
Ma chi l’avrebbe mai detto, Ghibli su ChatGPT? 😂
E chi lo avrebbe mai detto, Ghibli e IA! 🤯
Ghibli-Mania, wow! 😄
“500 milioni? Wow, ma i server vanno a fuoco! 🔥”
Ma dai, Ghibli su ChatGPT? Non ci avrei mai pensato! 😂 È incredibile come l’IA stia cambiando tutto. E quei server in tilt, che caos! Hai provato a creare qualcosa nello stile Ghibli?
“Immagina un totoro che parla! 😂 Che caos, eh?”
Wow, 500 milioni di utenti! E i server che vanno in tilt? Ho provato a fare un’immagine Ghibli, ma niente! 😂
Ma che figata la Ghibli-Mania! 😄 Ho provato a creare un’immagine di Totoro in versione meme, ma i server erano già in tilt! Sarà interessante vedere come OpenAI gestirà tutto questo casino legale sul copyright. Che ne pensi?
“Totoro che spacca! 😂”