Con una strategia orientata alla sicurezza, Claude, l’IA “empatica” per antonomasia, si apre alla navigazione internet per offrire risposte aggiornate e affidabili
📌 TAKE AWAYS
- Anthropic ha finalmente attivato la funzione di ricerca internet per Claude, sebbene sia al momento disponibile solo per utenti paganti negli Stati Uniti.
- L’approccio di Anthropic con Claude è orientato alla sicurezza e all’etica, con un sistema di addestramento chiamato “Constitutional AI”. Il modello Claude 3.7 Sonnet, grazie al suo “ragionamento ibrido”, combina risposte rapide con elaborazioni più ponderate per risultati accurati e approfonditi.
- Claude ha raggiunto 18,9 milioni di utenti attivi mensili a marzo 2025, con un pubblico prevalentemente maschile e giovane (oltre il 50% nella fascia 18-24 anni).
Claude, l'intelligenza artificiale di Anthropic, ora può navigare su internet offrendo risposte aggiornate e affidabili grazie al modello 3.7 Sonnet.
Con un approccio etico basato sulla "Constitutional AI", Claude punta su empatia e sicurezza, guadagnando popolarità soprattutto tra i giovani.
La giostra dell’IA gira sempre più veloce: dopo Google che riscrive le SERP con le sue Overviews e ChatGPT che ormai fa pure il caffè (e ha la sua Deep Research), ecco un nuovo protagonista.
Mi riferisco a Claude, l’LLM di Anthropic, che adesso naviga anche su internet.
“E a me che importa?”, sbuffi tu, che pensi a come mandar avanti la tua azienda o a barcamenarti tra mille ostacoli. Frena, frena.
Anthropic non è l’ultima arrivata: parliamo di un’azienda valutata la bellezza di 61,5 miliardi di dollari.
Quando un gigante così decide che la sua creatura IA deve scandagliare il web, tu devi drizzare le antenne. Il motivo è semplice: il modo in cui i tuoi clienti ti cercano sta cambiando radicalmente.
Rimanere ancorato a vecchie logiche di posizionamento significa rischiare l’invisibilità. Per questo devi rivolgerti a esperti SEO che ottimizzino il tuo sito anche per le IA (Claude inclusa).
Per questa ragione oggi vorrei parlarti proprio di Claude, del suo ultimo modello 3.7 Sonnet e, soprattutto, cosa implica per il tuo business il fatto che sia entrato nel club dei motori di ricerca IA.
Chi è Claude? (E in cosa si differenzia dagli altri LLM?)
Partiamo dalle basi. Anthropic, l’azienda dietro Claude, è stata fondata nel 2021. Non proprio l’altro ieri, ma nel tempo accelerato dell’IA è quasi preistoria.
A fondarla non sono stati degli sconosciuti, ma due ricercatori fuoriusciti da OpenAI: i fratelli italo-americani Daniela e Dario Amodei.
Giusto per darti un’idea, se ne sono andati da OpenAI poco prima che venisse rilasciato GPT-3.5, il motore che ancora oggi fa girare la versione gratuita di ChatGPT. Evidentemente, avevano idee diverse su come sviluppare l’IA.
E quali erano queste idee?
Principalmente, un approccio più “etico”. Anthropic si è distinta fin da subito per la sua enfasi sulla sicurezza e sull’etica dell’IA, sviluppando un processo di addestramento chiamato “Constitutional AI“.
In soldoni, cercano di insegnare ai loro modelli a seguire una serie di principi (una “costituzione”, appunto) per evitare comportamenti dannosi o risposte problematiche. Un po’ come dare le tavole della legge a un robot.
Questo approccio, unito a capacità tecniche notevoli, ha attirato investimenti miliardari.
Amazon e Google hanno versato vagonate di soldi in Anthropic (parliamo di miliardi), quasi a voler creare un contraltare allo strapotere di Microsoft, che invece foraggia OpenAI.
Il risultato?
Una valutazione stellare di 61,5 miliardi di dollari, raggiunta dopo un round di finanziamento da 3,5 miliardi guidato da Lightspeed Venture Partners il 3 marzo 2025.
E il fatturato? In crescita del 30% quest’anno, dopo aver toccato circa 1,4 miliardi di dollari di ricavi annuali a fine 2024. Non proprio bruscolini.
Ma veniamo a Claude, il figlio prediletto di Anthropic. Anzi, la famiglia Claude, perché ne esistono diverse versioni, battezzate con nomi che evocano arte e poesia: Haiku (il più leggero), Sonnet (il medio di gamma, attualmente il fiore all’occhiello) e Opus (il più grande e costoso, ma paradossalmente, al momento meno aggiornato di Sonnet).
Perché Claude è diventato così popolare, specialmente tra gli addetti ai lavori della Silicon Valley, tanto da essere definito “il chatbot più empatico“?
Ce lo racconta Kevin Roose sul New York Times.
Pare che una cerchia di insider tecnologici lo usi per qualsiasi cosa: consigli legali improvvisati, coaching sulla salute, persino sedute di “terapia”.
Lo descrivono come più “perspicace”, “creativo”, meno “roboticamente fastidioso” di altri chatbot.
Aidan McLaughlin, ricercatore di OpenAI, dice che “un mix di pura potenza intellettuale e volontà di esprimere opinioni rende Claude molto più vicino a una cosa che a uno strumento”.
Ma non solo, McLaughlin ha aggiunto :
Claude 3 è migliore di GPT-4. Non c’è paragone!
Aidan McLaughlin
E se lo dice la concorrenza, chi sono io per metterlo in dubbio…
Questa “intelligenza emotiva” non si misura facilmente con i benchmark standard (dove comunque Claude se la gioca alla pari con i migliori modelli di OpenAI e Google), ma sembra derivare da un processo specifico chiamato “character training”.
Amanda Askell, ricercatrice e filosofa di Anthropic responsabile di questo affinamento, spiega che a Claude vengono insegnati tratti umani desiderabili come l’apertura mentale, la premura e la curiosità.
L’obiettivo è creare un’IA che sia utile, ma che sappia anche “sfidare” l’utente quando necessario, senza essere servile. Una specie di “viaggiatore rispettato e apprezzato”, capace di interagire con tutti senza scimmiottare i valori di chi ha di fronte.
Insomma, Claude non è solo codice e algoritmi. È un tentativo (riuscito, a detta di molti) di creare un’IA con una “personalità”, un’interfaccia più umana e, appunto, empatica.
Per questo, nel futuro, gli utenti potrebbero preferirlo rispetto ad altri motori di ricerca IA.
E per quel giorno, sarà meglio che il tuo sito sia pronto anche per Claude…
Claude è in netta crescita (anche per questo è meglio tenerlo d’occhio…)
D’accordo, abbiamo parlato di empatia, di ragionamento ibrido, di ricerca web.
Ma alla fine, tu che sei un imprenditore vuoi vedere i numeri, giusto?
Perché i numeri, spesso, parlano più chiaro di mille parole (anche se generate da un’IA super avanzata).
E i numeri di Claude, beh, non sono affatto male, anzi.
Lanciato nel marzo 2023, questo chatbot ha fatto in fretta a farsi notare, raccogliendo milioni di utenti in un batter d’occhio. Oggi, a marzo 2025, l’LLM di Anthropic conta 18,9 milioni di utenti attivi mensili in tutto il mondo, come riporta Backlinko.
Di questi, la stragrande maggioranza (circa 16 milioni) interagisce tramite il sito web, anche se c’è stato un piccolo calo rispetto al picco di 18,8 milioni di novembre 2024.
Ma l’app mobile compensa, con 2,9 milioni di utenti attivi mensili e download che a gennaio 2025 hanno toccato quasi le 770.000 unità. Non sarà ancora ai livelli di ChatGPT, ma è un pubblico considerevole che sta scegliendo Claude.
E chi sono questi utenti?
Beh, preparati a una piccola sorpresa (o forse no).
Il pubblico di Claude è prevalentemente maschile (77,1%) e decisamente giovane. Pensa che oltre la metà (51,88%) ha tra i 18 e i 24 anni, e un altro 25% rientra nella fascia 25-34 anni.
Insomma, la Gen Z sembra apprezzare particolarmente le doti (e forse l’empatia?) di Claude, come puoi verificare qui.
Geograficamente, i mercati principali sono gli Stati Uniti (3,2 milioni di utenti web) e l’India (2,1 milioni), che insieme rappresentano un terzo della base utenti totale.
Cosa ti dicono questi numeri?
Che Claude non è un esperimento di nicchia per nerd della Silicon Valley. È uno strumento con una base utenti solida e in crescita, particolarmente popolare tra i giovani, e sostenuto da un’azienda con le casse piene e ambizioni enormi.
Ignorarlo?
Sarebbe come ignorare un mercato inesplorato ancora poco battuto (almeno in Italia).
In virtù di questo, penso sia utile vedere un po’ più nello specifico il modello più performante di Anthropic.
Claude 3.7 Sonnet: il cervellone ibrido che pensa
Il 24 febbraio 2025 Anthropic ha rilasciato l’ultima versione del suo modello di punta: Claude 3.7 Sonnet.
E qui le cose si fanno interessanti. Perché Sonnet 3.7 non è solo un aggiornamento incrementale. È definito da Anthropic come il primo “modello di ragionamento ibrido”.
Cosa significa “ibrido”?
Che non è né carne, né pesce? Né IA, né LLM?
Manco per idea!
Significa che può fare due cose diverse.
Può darti risposte quasi istantanee, come fanno ormai tutti i chatbot.
Ma, se glielo chiedi (e se sei un utente pagante, ovviamente), può anche attivare una modalità di “pensiero esteso”. In pratica, si prende del tempo – da pochi secondi a un paio di minuti – per “riflettere”, scomporre la tua domanda, verificare le sue risposte interne, prima di fornirti un output più ponderato e, si spera, accurato.
Questa capacità di “ragionare” è la nuova frontiera dell’IA. Molti laboratori ci stanno lavorando, perché migliorare le performance dei modelli solo aumentando la quantità di dati o la dimensione del modello stesso sta diventando sempre più difficile e costoso.
E pare che questa profondità sia particolarmente utile per “task del mondo reale“, come li chiama Anthropic, tipo la programmazione (coding) e lo sviluppo web.
Gli sviluppatori che usano le API di Claude 3.7 Sonnet possono persino impostare un “budget di ragionamento” (in token, l’unità di misura dell’IA), decidendo quanto tempo (e quindi quanti soldi) investire per ottenere una risposta più accurata. Un trade-off tra velocità/costo e qualità.
Anche senza attivare il “ragionamento esteso”, Claude 3.7 Sonnet si posiziona comunque tra i modelli IA più performanti sul mercato. Mantiene la famosa finestra di contesto da 200.000 token (un token è circa una sillaba; 200k token equivalgono a circa 150.000 parole, o un romanzo di 600 pagine – significa che può “ricordare” e analizzare una quantità enorme di testo in una singola conversazione, più di GPT-4.0 che si ferma a 128k).
Sa seguire istruzioni complesse, usare strumenti esterni (come API per dati finanziari) e produrre output strutturati (tipo JSON, utile per gli sviluppatori).
C’era però un grande “ma”.
Fino a pochissimo tempo fa, Claude era come un genio potentissimo chiuso nella sua lampada dorata (da 61,5 miliardi di dollari).
Poteva elaborare informazioni vastissime, scrivere poesie, codice, discorsi, ma se gli chiedevi che tempo faceva fuori o chi aveva vinto la partita di ieri sera… buio totale.
Non aveva accesso a internet in tempo reale. Una limitazione non da poco, specie oggi con l’avvento della Deep Research, che lo rendeva meno utile per tutte quelle ricerche che richiedono informazioni aggiornate.
Ma le cose, come avrai capito, sono cambiate.
Anche Claude si iscrive al “club dei motori di ricerca IA”
La notizia è fresca, del 20 marzo 2025:
Anthropic ha finalmente attivato la ricerca web per Claude.
Per ora è disponibile come “feature preview” per gli utenti paganti negli Stati Uniti, ma Scott White, product lead di Claude, ha dichiarato che l’espansione agli utenti gratuiti e ad altri paesi è prevista “nelle prossime settimane”. (Fai partire il cronometro!)
Come funziona?
Presto detto: quando fai una domanda che richiede informazioni attuali, Claude attiva la funzione “search the web” (che puoi anche attivare/disattivare manualmente).
Va su internet, recupera i dati che gli servono da diverse fonti e poi ti fornisce una risposta. Ma c’è un dettaglio: Claude aggiunge le citazioni alle fonti. Ti dice da dove ha preso quelle informazioni, permettendoti (in teoria) di verificare.
Questa funzione era attesissima. ChatGPT ha introdotto Deep Research già da un pezzo, così come Gemini e Perplexity.
Ora, quella dell’IA di Anthropic non è ancora la Deep Research di cui ti ho parlato, ovviamente, ma ci arriveremo. Ognuno ha i suoi tempi, come si dice…
La mancanza di accesso a internet era diventata quasi imbarazzante per un chatbot del calibro di Claude, tanto che alcuni utenti avevano creato dei workaround artigianali per dargli accesso al web.
Ma perché è così importante questa mossa? E perché Anthropic, così attenta all’etica e alla sicurezza, ha aspettato tanto?
Beh, combinare i modelli linguistici (che sono probabilistici, cioè generano risposte basate su calcoli statistici e possono inventare cose di sana pianta – le famose “allucinazioni”) con la vastità caotica e spesso inaffidabile del web è un’operazione rischiosa. Il rischio di dare risposte sbagliate, fuorvianti o addirittura dannose è altissimo.
Le conseguenze possono variare dal ridicolo (titoli divertenti sui giornali) a problemi molto seri (cause legali per copyright, come quella intentata da Murdoch contro Perplexity).
Anthropic sembra puntare molto sulle citazioni come antidoto.
Anche se Claude sbaglia, rendiamo estremamente facile verificare il contenuto attraverso la citazione, per andare direttamente alla fonte.
Scott White
In altre parole: se Claude ti dice di mangiare sassi per prevenire i calcoli renali, viene lasciato all’utente l’onore di controllare se la fonte è il Ministero della Sanità o Lercio!
Certo, ciò comporta avere fiducia nell’utente medio e nella sua capacità di discernimento.
Un azzardo in epoca di fake news, che dici?
Ed è proprio ora che arriviamo al punto che ti interessa di più.
Il tuo sito non deve trascurare nessuna “vetrina” (men che meno Claude!)
L’arrivo di Claude nel mondo della ricerca web non è un evento isolato. È un altro tassello nel mosaico della trasformazione della ricerca online. Prima Google con le AI Overview, poi ChatGPT con la sua search potenziata, ora Claude… e domani chissà chi altro.
Claude, con la sua interfaccia conversazionale e la sua reputazione di “LLM empatico”, potrebbe diventare per molti utenti un modo preferito per ottenere informazioni, bypassando completamente la ricerca tradizionale.
Non basta più ottimizzare per le parole chiave e sperare che Google ti metta in prima pagina. Ora devi pensare a come rendere i tuoi contenuti “appetibili” anche per queste IA. Devi diventare una fonte autorevole che Claude, ChatGPT, Google AI e compagnia bella vogliano citare.
Come si fa?
Affidandoti a consulenti SEO aggiornati che non siano rimasti al 2020.
SEO che lavorino sulla qualità, sulla profondità, sulla chiarezza delle tue informazioni. Sì, perché devi rispondere in modo esaustivo alle domande dei tuoi utenti, anticipare i loro bisogni. Devi costruire un brand forte, riconoscibile, affidabile.
Essere citati da un’IA come Claude potrebbe diventare un nuovo, potentissimo segnale di autorevolezza. Magari porterà meno click diretti nell’immediato, ma rafforzerà di sicuro la percezione del tuo brand come esperto del settore. È un gioco diverso, più focalizzato sulla qualità e sull’autorevolezza che sulla mera quantità di traffico.
Ma per farlo, non puoi improvvisare. Non puoi affidarti al “cugino che smanetta col computer” o a tattiche SEO obsolete. Hai bisogno di una guida esperta, che studi questi nuovi sistemi e capisca come posizionare il tuo business nell’era degli agenti IA.
Se, come credo, non vuoi precluderti nessuna opportunità, devi aggiornare la tua strategia di business.
Quando ti dico che il tuo brand deve comparire nelle risposte dei motori di ricerca IA, non intendo solo Gemini e ChatGPT, ma anche i soci meno noti come Perplexity, Claude, Grok 3, e non solo.
Se vuoi essere visibile e cogliere le enormi opportunità che ci riserva il futuro delle IA, non sprecare altro tempo, rivolgiti qui alla mia agenzia.
Ora anche Claude, l’IA di Anthropic, naviga sul web: Domande & Risposte
Che cos’è Claude di Anthropic?
Claude è un modello linguistico sviluppato da Anthropic, noto per il suo approccio etico e orientato alla sicurezza. È stato progettato per fornire risposte accurate e affidabili attraverso un addestramento basato sulla ‘Constitutional AI’, un sistema che cerca di evitare comportamenti dannosi o problematici. Il suo ultimo modello, Claude 3.7 Sonnet, è in grado di navigare su internet per fornire risposte aggiornate e verificate.
Perché Claude è considerato diverso dagli altri LLM?
Claude si distingue per la sua enfasi sull’etica e la sicurezza, con un processo di addestramento orientato a evitare risposte dannose. Inoltre, Claude 3.7 Sonnet introduce un modello di ‘ragionamento ibrido’ che permette di generare risposte rapide o ponderate a seconda delle necessità, con la possibilità di accedere al web per dati aggiornati.
Qual è il pubblico principale di Claude?
Il pubblico principale di Claude è prevalentemente maschile (77,1%) e giovane, con oltre la metà degli utenti tra i 18 e i 24 anni e un altro 25% tra i 25 e i 34 anni. I principali mercati sono gli Stati Uniti e l’India, che insieme rappresentano un terzo della base utenti totale.
“Empatia 2.0, wow!”
“Il futuro sembra interessante, non vedo l’ora!”