📌 TAKE AWAYS
- Le AI Overviews stanno ridisegnando la SERP, riducendo il CTR dei risultati organici e mettendo sempre più contenuti direttamente nella risposta dell’IA.
- Il 70% delle pagine presenti nelle AI Overviews cambia nel giro di pochi mesi, creando un ambiente altamente volatile e imprevedibile.
- Ottenere visibilità su Google non dipende più solo dalla posizione organica, ma dalla capacità di essere “scelti” dall’algoritmo IA.
Google registra 5 trilioni di ricerche annue, mentre le AI Overviews ridisegnano la visibilità online, sottraendo traffico organico ai siti web e rendendo le SERP sempre più instabili.
Studi di settore mostrano come le panoramiche IA stiano ridisegnando la visibilità online: cosa comporterà questo per il tuo business?
Google, in un post sul blog ufficiale, ha scritto così en passant, senza dare tanto peso alla cosa, che quest’anno ha ricevuto 5 trilioni di ricerche all’anno.
E non è finita qui, perché il colosso di Mountain View ha anche sussurrato che, udite udite, le query commerciali sono in aumento da quando le AI Overviews hanno fatto il loro debutto.
Ma, attenzione: di quanto sono aumentate?
Eh ti piacerebbe saperlo! Big G non si sbottona, nessuna percentuale, nessun dato concreto.
Sarà per timidezza? O per umiltà? Non scherziamo. Praticamente Google ci dice “fidatevi, è aumentato, ma non chiedeteci quanto!”.
Non temere però, in mancanza di dati ufficiali di Big G, ti citerò ciò che è emerso da ricerche indipendenti su AI Overviews per capire l’impatto che le panoramiche IA avranno sul traffico del tuo sito e quindi sui tuoi ricavi.
Fidati: tutto ciò è particolarmente rilevante per il tuo business, specialmente ora che AI Overviews sta arrivando in Italia, seppur di soppiatto.
La battaglia per il click è appena iniziata
Qui la storia si fa subito misteriosa. Nello stesso giorno in cui Google ci svela quei numeri da capogiro, ecco che Rand Fishkin, noto commentatore ed esperto di marketing digitale, pubblica lo studio di Sparktoro. Coincidenze? Forse, ma il tempismo è quantomeno sospetto, e i risultati incredibilmente simili!
Secondo Datos e Sparktoro saltano fuori 5.9 trilioni di ricerche all’anno. Un valore un po’ più alto dei 5 trilioni di Google, ma Fishkin stesso ci spiega il perché: Datos, la fonte dei suoi dati, punta su paesi più “ricchi”, dove è logico che si cerchi di più online.
Lo studio di Fishkin, al di là di questo, è una vera miniera d’oro. Un esempio? Risulta che un utente desktop attivo fa in media 126 ricerche uniche al mese, con una media di 53. Numeri che gonfiano ancora più l’ego di Google, confermando il suo trono online.
Ma la vera notizia è un’altra: le AI Overviews, le risposte generate dall’intelligenza artificiale che compaiono in cima alla SERP, stanno diventando sempre più protagoniste. E questo ha un impatto diretto sul tuo lavoro e sui tuoi guadagni.
La domanda fondamentale a questo punto è: in questa valanga di ricerche, il tuo sito web, si sta prendendo la sua parte?
AI Overviews: amiche o nemiche del SEO?
Secondo Dan Popa di Advanced Web Ranking, vi è un aumento significativo della presenza delle AI Overviews nei risultati di ricerca di Google nel Q4 2024, con una crescita media di 8,83 punti percentuali rispetto al trimestre precedente (dal 33,68% al 42,51%).
Questo aumento sembra aver avuto un impatto negativo sul clickthrough rate (CTR) delle ricerche informative, che hanno registrato un calo complessivo di 7,31 punti percentuali su desktop.
Come ti ho scritto qui, quindi, le AI Overviews stanno erodendo i click organici.
In pratica, Google ti dà la risposta bella e pronta in cima alla pagina, e l’utente, spesso pigro e frettoloso, non ha più bisogno di cliccare sui risultati organici. È come se Google ti offrisse un succulento antipasto, togliendoti l’appetito per la portata principale, ovvero il tuo sito web.
E non è finita qui. Un’altra tendenza preoccupante è che sempre più utenti, soprattutto i più giovani, stanno migrando verso gli LLM (Large Language Models), come ChatGPT o Gemini, per cercare informazioni. Perché scomodarsi ad andare su Google e scorrere una lista di link, quando posso chiedere direttamente all’IA e ottenere una risposta immediata e personalizzata?
Insomma, il vento sta cambiando, e con lui la SEO. Ma non disperiamo, perché, come dicevano i saggi, “ogni crisi è un’opportunità”. Ma arriviamo alle notizie che mi hanno sorpreso di più, emerse dagli studi più recenti…
Volatilità e instabilità: benvenuti nel Far West delle SERP
A gettare benzina sul fuoco arriva uno studio, questa volta firmato da Laurence O’Toole di Authoritas, che analizza la volatilità delle SERP organiche e delle AI Overviews. E qui, si apre un vero e proprio vaso di Pandora.
Preparati a rimanere a bocca aperta: il 70% delle pagine che appaiono nelle AI Overviews cambia in un periodo di 2-3 mesi. Hai capito bene? Il 70%! È come dire che la tua posizione nella vetrina più ambita di Google è più precaria di un equilibrista su un filo teso.
E non solo le pagine cambiano, ma cambiano indipendentemente dalle pagine organiche. Sembra quasi che Google abbia creato due sistemi paralleli, che dialogano poco o nulla tra loro.
E non è finita: anche il testo generato nelle AI Overviews cambia frequentemente, anche se le fonti rimangono simili. In pratica, anche se riesci a conquistare un posto nell’AI Overview, non è detto che ci rimarrai a lungo, e soprattutto, non è detto che il testo che Google userà per descrivere il tuo contenuto rimarrà lo stesso.
Praticamente, appena il tempo di stappare lo spumante che un tuo concorrente ti ha superato!
Le SERP, non c’è che dire, sono diventate un vero e proprio Far West, un territorio selvaggio e imprevedibile, dove le regole del gioco cambiano di continuo. E le variazioni nelle AI Overviews, attenzione, non sembrano avere un impatto diretto sulle classifiche organiche.
È come se fossero due mondi separati, che si influenzano poco o nulla. La ciliegina sulla torta?
C’è una bassa correlazione tra i cambiamenti SERP e le AI Overviews. In pratica, non è detto che se cambia il layout della SERP, cambieranno anche i ranking organici o le AI Overviews. Un vero e proprio caos, insomma, specialmente se non ti rivolgi a un consulente SEO esperto che conosca bene queste dinamiche.
Approfondimento sulle AI Overviews: quando e perché compaiono?
Pensavi che il quadro fosse già abbastanza fosco? Preparati, perché entriamo ancora più nel dettaglio per capire come queste benedette (o maledette, dipende dai punti di vista) risposte generate dall’intelligenza artificiale stanno ridisegnando il panorama della ricerca online.
Analizziamo ora più da vicino i fattori che sembrano influenzare la comparsa delle AI Overviews, basandoci su uno studio congiunto di Flow SEO e Ziptie che ha analizzato quasi 5.000 parole chiave, concentrandosi sul settore delle risorse umane e della gestione della forza lavoro.
Intento di ricerca: le query “Top of Funnel” nel mirino
Indovina un po’ quali sono le parole chiave più “gettonate” dalle AI Overviews? Quelle “top of funnel”, ovvero quelle che intercettano gli utenti nella fase iniziale del loro percorso di ricerca, quando sono ancora alla ricerca di informazioni generiche e formative.
In pratica, il 24% delle ricerche “top of funnel” si becca una AI Overview. Al contrario, le parole chiave “free” (gratuito), quelle comparative (es. “miglior software per…”) e quelle transazionali (quelle che indicano un’intenzione d’acquisto) sembrano essere un po’ più “al riparo”, con percentuali di AI Overview che vanno dal 2% al 5%.
Che significa tutto questo per noi? Semplice: se punti a intercettare gli utenti nella fase iniziale del funnel, preparati a competere con le AI Overviews. Se invece ti concentri sulle query più specifiche e commerciali, per ora hai un po’ più di margine di manovra. Ma non cantar vittoria troppo presto, perché la situazione è in continua evoluzione.
Difficoltà delle parole chiave: contrordine compagni!
E la difficoltà delle parole chiave?
Anche qui, ci sono sorprese. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le parole chiave più difficili, quelle per cui è notoriamente più arduo posizionarsi, sembrano essere meno soggette alle AI Overviews.
Anzi, lo studio individua una sorta di “zona franca” per le parole chiave con difficoltà tra 70 e 79 (su una scala da 0 a 100), dove le AI Overviews compaiono solo nel 2% dei casi.
Un’altra informazione interessante è che la maggior parte delle parole chiave difficili (il 66%) ha un intento di ricerca “bottom of funnel”, ovvero transazionale. Coincidenze? Forse no. Sembra che Google stia ancora “testando” le AI Overviews, e che per ora le stia “dosando” con più cautela per le query più competitive e commerciali.
Volume e lunghezza delle parole chiave: nessuna via di fuga
E il volume di ricerca?
Qui la doccia fredda: nessuna correlazione. Che le parole chiave siano super-ricercate o di nicchia, la probabilità di beccarsi una AI Overview sembra essere la stessa. Sfuma quindi un’altra possibile “scappatoia”: non illudiamoci di sfuggire alle grinfie dell’AI puntando solo su parole chiave a basso volume.
E la lunghezza delle parole chiave?
Altra sorpresa: le AI Overviews non fanno distinzioni tra parole chiave “head” (generiche e brevi) e “long-tail” (specifiche e lunghe).
Sia che tu punti sulla keyword generica “software HR” sia che tu vada più nel dettaglio con “miglior software HR per piccole imprese con meno di 50 dipendenti”, la probabilità di incappare in una AI Overview sembra essere simile.
Insomma, da questa ricerca emerge un quadro complesso e sfaccettato, che ci dice che le panoramiche IA sono un fenomeno tutt’altro che statico e prevedibile. Ma una cosa è chiara: dobbiamo farci i conti, e dobbiamo farlo subito (sempre che tu tenga ancora alla tua visibilità online…).
Impatto visivo delle AI Overviews: meno spazio per il tuo sito?
Ma non è finita qui, perché a darci un’altra mazzata (metaforicamente parlando, si intende!) arriva un’altra ricerca, questa volta firmata da Botify e DemandSphere, che si è concentrata sull’impatto visivo delle AI Overviews. E qui, si entra in un territorio ancora più insidioso, quello della visibilità e dell’attenzione dell’utente.
Preparati a questo numero: le AI Overviews occupano in media il 42% dello schermo su desktop e addirittura il 48% su mobile. Quasi metà dello schermo, volatilizzata in un box generato dall’AI!
È come se Google ci dicesse: “Il tuo sito web? Ah, sì, è lì sotto, da qualche parte… se l’utente ha voglia di scrollare!”.
E se a questo aggiungiamo i featured snippets, che spesso e volentieri “convivono” con le AI Overviews (nel 60% dei casi, secondo lo studio), la situazione si fa ancora più drammatica.
In questi casi, la “combo” AI Overview + featured snippet arriva a occupare il 67% dello schermo su desktop e un terrificante 76% su mobile. Praticamente, non resta più spazio per nient’altro!
E la frequenza di apparizione delle AI Overviews? Lo studio di Botify e DemandSphere, pur avendo utilizzato metodi che “stimolano” la comparsa delle risposte IA, ha rilevato che le panoramiche IA possono comparire per quasi la metà delle ricerche (fino al 47%). Quasi la metà!
È come dire che, statisticamente parlando, una volta su due, la tua pagina in prima posizione organica rischia di essere relegata in fondo alla SERP, nascosta dietro un muro di risposte generate dall’IA.
Il posizionamento organico influisce sulle panoramiche IA?
Ma non tutto è perduto. Secondo Botify e DemandSphere c’è una speranza: i siti web citati e linkati nelle AI Overviews hanno un’alta similitudine di contenuto con il testo generato dall’AI.
In pratica, se il tuo contenuto “risuona” con la risposta fornita dall’AI, se soddisfa lo stesso intento di ricerca dell’utente, hai più probabilità di essere citato e linkato.
E non solo: il 75% dei siti citati e linkati nelle AI Overviews provengono dalle prime 12 posizioni organiche. E il 90% da posizioni entro la 35esima.
Che significa?
Che le posizioni organiche, per quanto “schiacciate” dalle AI Overviews, continuano ad avere un ruolo determinante. Essere ben posizionato organicamente non ti garantisce il click diretto, ma aumenta le tue chance di essere “pescato” dall’AI e citato nella sua risposta.
Insomma, la battaglia per la visibilità nella SERP è diventata ancora più complessa e insidiosa. Non basta più scalare le classifiche organiche, bisogna anche “piacere” all’IA, creare contenuti che siano in sintonia con le sue logiche e i suoi algoritmi.
Una vera e propria rivoluzione, che richiede un cambio di mentalità e un aggiornamento delle strategie SEO.
La SEO ai tempi di AI Overviews è più utile che mai (nonostante le Cassandre)
In questo nuovo scenario, costruire un brand forte e riconoscibile diventa ancora più importante.
Perché, come ci ricorda Aleyda Solis, autorevole esperta SEO, Google ha una predilezione per i brand, per le entità reali, per le persone vere che offrono prodotti e servizi di qualità.
E oggi che le AI Overviews rischiano di oscurare i risultati organici, avere un brand forte e autorevole può fare la differenza tra la visibilità e l’oblio.
Ryan Law di Ahrefs, a questo proposito, ci dice una verità scomoda, ma dannatamente realistica: la SEO non è più quella di una volta, ma resta ancora la tua migliore alleata.
Sembra un paradosso, vero?
Eppure, se ci pensi bene, ha perfettamente senso.
Ryan Law non usa mezzi termini: le SERP sono soffocate dai contenuti generati dall’IA, gli algoritmi di Google sembrano avere una predilezione per i grandi brand (Reddit docet!), le AI Overviews ci “rubano” i click, e sempre più persone preferiscono chiedere direttamente agli LLM invece di usare Google.
Ecco, questa, almeno in apparenza, sembrerebbe una vera e propria tempesta perfetta.
Ma nonostante questo scenario apocalittico, Law ci dice di non disperare, anzi.
Perché?
Perché la SEO, storicamente, è stato un canale di marketing talmente potente e redditizio, da essere ancora oggi, nonostante tutto, una delle migliori carte che puoi giocare.
Certo, l’epoca della SEO facile è finita. Ora bisogna lavorare di più, investire di più, e soprattutto, diventare più bravi.
Ma i fondamentali della SEO, quelli che l’hanno resa così efficace nel tempo, restano validi: contenuti di qualità, link autorevoli, ottimizzazione tecnica.
Perciò, se vuoi che il tuo sito non scompaia non devi improvvisarti esperto SEO, ma rivolgerti a professionisti del settore. Non è un dettaglio questo: AI Overviews sta arrivando anche nel nostro paese, per cui, l’era dell’approssimazione è finita!
SEO is not dead (ma è decisamente cambiata)
Nonostante tutto questo marasma, la SEO non è morta.
Continua a generare traffico, mantiene un valore nel tempo, anche se richiede più investimenti e competenze. E resta un’opportunità competitiva, in un mercato sempre più affollato e agguerrito.
Come non basta più “ottimizzare le parole chiave” e sperare nel miracolo. Ora bisogna capire le dinamiche delle AI Overviews, monitorare la volatilità delle SERP, e soprattutto, creare contenuti di altissima qualità, che siano in grado di soddisfare l’intento di ricerca dell’utente e di “convincere” Google a inserirci nelle sue risposte generate dall’IA.
La carta vincente, in questo momento, è una sola: affidarsi ai professionisti. Perché diciamocelo chiaro, ottimizzare per le AI Overviews non è un lavoretto da fare nel weekend.
Serve competenza, serve studio, serve essere sempre aggiornato sulle ultime novità di Google. Serve un’agenzia SEO seria, di quelle che masticano dati a colazione, che sanno come analizzare le SERP, come creare contenuti che non solo piacciano agli utenti, ma che siano talmente validi da essere “scelti” da Google per le sue risposte AI.
Insomma, in questo Far West digitale, non improvvisare. Se vuoi davvero far crescere il tuo business online, se vuoi che il tuo sito web non venga inghiottito dalle AI Overviews, rivolgiti alla mia agenzia SEO.
Per Google 5 trilioni di ricerche all’anno (e le polemiche su AI Overviews): Domande & Risposte
Quante ricerche annuali registra Google?
Google ha rivelato di processare circa 5 trilioni di ricerche all’anno, un numero impressionante che conferma la sua centralità nel panorama digitale.
Cosa sono le AI Overviews di Google?
Le AI Overviews sono risposte generate dall’intelligenza artificiale che appaiono in cima ai risultati di ricerca di Google, offrendo informazioni rapide senza necessità di cliccare sui link.
Le AI Overviews influenzano il traffico dei siti web?
Sì, l’aumento delle AI Overviews sta riducendo il numero di click sui risultati organici, influenzando la visibilità e il traffico dei siti web che si basano sulla ricerca organica.
“Che caos assurdo!”